Mantova 3-7 settembre: al Festival della Letteratura c’è anche la Palestina

downloadQuest’anno a Festivaletteratura, tra i molti percorsi che il pubblico potrà seguire, uno merita particolare attenzione per l’occasione che concede di avvicinarsi alla produzione letteraria di un paese che, ora più che mai, disorienta per la sua complessa stratificazione. Mantova ospiterà, infatti, alcuni degli autori di punta della letteratura palestinese, come Murid Barghouti e Suad Amiry (trovate una sua intervista qui), ma saranno presenti anche figure di grande rilievo nella diffusione di questa letteratura in Italia, tra cui la traduttrice Elisabetta Bartuli e Wasim Dahmash, ricercatore di Lingua e Letteratura Araba all’Università di Cagliari, che aiuteranno gli spettatori degli incontri a meglio entrare nella cultura scrittoria della Palestina. A questo proposito buona attenzione sarà riservata anche a Mahmud Darwish, considerato da molti come il miglior poeta contemporaneo in lingua araba e non solo.

Si inizia venerdì 5 con un evento che sicuramente inaugura l’itinerario sulla letteratura palestinese in maniera coinvolgente: si tratta di un translation slam (Evento 69, venerdì 5 ore 10.45, Chiesa di Santa Maria della Vittoria). Due traduttrici italiane si sfideranno su un componimento del poeta Murid Barghouti. Il pubblico sarà chiamato a partecipare in prima persona nella valutazione della versione migliore e potrà così entrare pienamente nella lingua araba e gustarsi al meglio la poetica dell’autore che sarà presente. Assistendo a questo primo incontro sarà poi più apprezzabile quello successivo (Evento 81, venerdì 5 ore 14.30, Conservatorio di musica Lucio Campiani) dal titolo La poesia della terra, che avrà come protagonista sempre Murid Barghouti, accompagnato questa volta dall’intellettuale palestinese Wasim Dahmash; preparato e, in un certo senso, introdotto dal translation slam della mattina, chi decide di partecipare sarà pronto a comprendere più soddisfacentemente lo scrittore, che parlerà, così come suggerisce il titolo, della poesia della propria terra e di come attraverso le parole e la letteratura si possa in un certo senso riscattarla e perpetuarla.

Sabato 6 sarà, invece, la giornata dedicata a Mahmud Darwish. Anche in questo caso la concatenazione degli eventi permetterà di immergersi in modo migliore nell’opera e nella personalità dell’autore in questione. Alle 19 (Cinema Oberdan), infatti, si potrà vedere Write down, I am an arab, film che fa luce, anche grazie a materiali inediti, sulla vita e l’esperienza artistca del poeta palestinese. Con tempismo perfetto, subito dopo (Evento 187, ore 21.15, Conservatorio di musica Lucio Campiani), il pubblico potrà prendere parte ad Affinché il vento non mi disperda, commemorazione letteraria proprio in onore di Darwish, in occasione dell’uscita in Italia di “Una trilogia palestinese”, raccolta dei suoi più importanti testi in prosa.

La stessa cosa vale per la giornata conclusiva di domenica con l’autrice Suad Amiry, che si è saputa distinguere negli anni per la profonda vena di ironia con cui affronta i temi più disparati, anche i più drammatici. Il primo evento a lei dedicato è il Blurandevù delle ore 12.00 (Piazza Leon Battista Alberti). Sarà interessante vedere come i giovani intervistatori metteranno alla prova la scrittrice e architetto palestinese con le loro domande curiose e originali. Il pubblico avrà modo di conoscerla sotto aspetti meno usuali e arrivare all’Evento 230 (Ore 16.45,Teatro Ariston) con un bagaglio di informazioni utili per partecipare con coinvolgimento all’incontro tra la Amiry e Dahmash, Una bellezza senza dimora, che, anche attraverso l’ultimo libro dell’autrice, verterà sull’importanza per l’identità palestinese dell’esperienza di espropriazione del patrimonio architettonico e, in particolare, della propria casa. 

Si conclude con ciò il percorso sulla letteratura palestinese. Lo spettatore avrà avuto modo di avvicinarsi a molti aspetti di essa: dalla prosa alla poesia, dalla tragicità delle parole di Darwish all’umorismo agrodolce di Amiry, passando dalle opere di Barghouti attaccate all’ironia della realtà e alla realtà dell’ironia. Insomma, incontri da non perdere assolutamente, non solo per la rara possibilità che concedono di toccare con mano tutta un’area di letteratura non sempre così esplorata, eppure così fruttifera, ma anche perché, adattando le parole di Tullio Avoledo, che suggerisce caldamente alcuni degli eventi qui elencati, quest’anno questi autori potrebbero profondamente aiutare a capire cosa sta succedendo in Palestina, la loro terra.

tratto da festivaletteratura.it

Per tutto il programma del festival clicca qui

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20 settembre 2014: II edizione de “La giornata del traduttore”

La giornata del traduttoreSi tiene il 20 settembre 2014 al Palazzo dei Congressi di Pisa la seconda edizione della Giornata del Traduttore. L’evento è rivolto ai traduttori tecnici ed editoriali e agli operatori economici, per confrontarsi sulle nuove prospettive della professione in un mondo che cambia.

Tema di quest’anno è il ruolo del traduttore nell’internazionalizzazione delle imprese. Il convegno è promosso dalle scuole STL Formazione di Pisa e European School of Translation di Roma.

Il motto di quest’anno è “Prepariamoci a un mondo diverso”. L’espansione sui mercati internazionali, lo confermano tutte le statistiche, è una chiave di successo anche in tempi di crisi. Il traduttore, grazie alle sue competenze, ha un ruolo chiave.

Interviene alla giornata un qualificato gruppo di relatori, provenienti dal mondo della traduzione e da quello dell’economia. Le relazioni propongono esperienze e soluzioni pratiche per cogliere le opportunità della collaborazione fra imprese e traduttori, nel mondo dell’industria e in quello dell’editoria: qui il PROGRAMMA.

I lavori del 20 settembre sono preceduti, venerdì 19, da un pomeriggio di approfondimento con incontri rivolti ai traduttori.

La prima edizione della Giornata del Traduttore (maggiori informazioni) si era svolta a Pisa il 13 settembre 2013 e aveva richiamato un folto numero di professionisti, desiderosi di confrontarsi sulle opportunità di una professione in grande cambiamento.

I posti sono limitati e le ISCRIZIONI si chiuderanno il 12 settembre, salvo raggiungimento del numero massimo di iscritti (Iscrizioni).

tratto da lagiornatadeltraduttore.it

No borders train: io parto e voi?

Milano. Sabato 21 giugno – La nostra Europa non ha confini: un treno per violare le frontiere europee

No borders train. Ore 14.00. Da ogni parte d’Italia verso la Stazione Centrale di Milano e poi oltre i confini europei

Questa ennesima “emergenza immigrazione”, con migliaia di persone in fuga da guerre e violenze in approdo sulle coste italiane, porta con sé, come sempre, tutto il suo corollario di violazioni, prassi illegittime, deroghe ai diritti, ipocrisie e speculazioni. Accade nel mare del sud, dove ancora si muore, alla faccia di Mare Nostrum, così come alle frontiere interne dell’Europa che ingabbiano migliaia di persone nel primo paese d’approdo, passando per il “piano di accoglienza straordinaria” del governo, una nuova occasione per fare affari sulla pelle dei migranti. Si tratta di uno scenario che il risultato delle recenti elezioni europee rischia solo di aggravare trasformando l’Europa in un vero e proprio campo di battaglia in cui i confini giocano un ruolo determinante.

Chi arriva sulle coste italiane oggi fugge da violenze e persecuzioni. Per questo rivendichiamo la necessità di mettere in campo l’unica soluzione possibile per evitare le morti in mare e la speculazione dei trafficanti: la costruzione di percorsi di arrivo autorizzati e sicuri in Europa. Di fronte a questo le istituzioni europee e quelle nazionali tacciono.

Ma il viaggio in mare non è l’unica occasione in cui i migranti sono costretti a sfidare i confini europei. Perché un’altra odissea inizia una volta raggiunta l’Europa. Per chi rimane, il dispositivo dell’accoglienza messo in campo dal governo non è in grado di garantire null’altro se non mesi di attesa e assistenzialismo speculativo, aggravato dal fatto che ancora una volta sono stati aggirati i circuiti ufficiali dello SPRAR procedendo alla “distribuzione” dei profughi al miglior offerente. 
Non è un caso che migliaia di rifugiati abbandonati dalle istituzioni di questo paese siano costretti ad occupare casa come unica possibilità di assicurarsi un tetto, mente il governo, con il decreto Lupi, vorrebbe sottrargli anche il diritto alla residenza ed alle utenze.
Per questo, per costruire e conquistare dal basso i diritti che altri continuano a negare, proponiamo a tutti di dar vita ad una rete di supporto. Una mappa di luoghi e contatti a disposizione di chi si muove per raggiungere altri Stati e di chi rimane e rischia di veder negata la sua domanda d’asilo, o vive in condizioni di accoglienza indegne in attesa di sapere cosa sarà del suo futuro dopo il 30 giugno, data di scadenza delle convenzioni del Ministero con i centri.

Ma oggi la questione dell’asilo e delle migrazioni interroga nell’immediato, come non mai, anche l’Europa, le sue geometrie, gli egoismi degli stati, la nostra possibilità di costruire uno spazio europeo che non sia dominato da austerity, precarietà e esclusioni. Nulla a che vedere con gli schiamazzi del Ministro Alfano che, mentre invoca la revisione di Dublino, continua a respingere verso la Grecia i rifugiati ai porti dell’Adriatico.

Gran parte dei migranti che arrivano in Italia mirano ad andarsene per raggiungere altri paesi. Ma mentre nel Vecchio Continente merci e finanze circolano liberamente, i confini bloccano e dividono, selezionano le persone rivelando tutta la loro ipocrisia. 
Così migliaia di “profughi” sono privati del loro diritto di scelta, costretti a rimanere ingabbiati in Italia oppure a pagare profumatamente gli sciacalli che sulle regole dell’Europa stanno facendo fortune.

Il 26 e 27 giugno prossimi il Consiglio europeo si riunirà a Bruxelless per discutere di frontiere, pattugliamenti e nuove regole operative. Negli stessi giorni arriverà nella capitale belga la “Marcia dei rifugiati” a cui parteciperemo insieme a centinaia di migranti ed attivisti da tutta Europa. Poco dopo, l’11 luglio, a Torino, i leader dei paesi europei si ritroveranno a discutere invece di (dis)occupazione giovanile.

Questa agenda ufficiale è anche l’occasione per i movimenti (tutti) di costruire insieme un’ agenda programmatica di lotte e conflitti, di battaglie e percorsi di condivisione, per continuare a tessere le fila di un movimento europeo di trasformazione.

Per questo invitiamo tutti a sfidare i confini dell’Europa insieme ai migranti ed ai rifugiati ingabbiati in questo Paese. Perché quello che sta avvenendo intorno alle frontiere che dividono l’Italia dalla Francia, la Svizzera e l’Austria ha bisogno di una risposta immediata. 
Per mettere fine alla violenza ed all’ipocrisia del confine, per sostenere la marcia dei rifugiati, per dare concretezza a quanto affermato nella Carta di Lampedusa, perché le frontiere dell’Europa sono un pezzo della nostra precarietà, tanto più oggi, quando la libertà di movimento è messa in discussione anche per gli stessi cittadini degli Stati membri.

Sosteniamo il no borders train. Per fermare l’ingiustizia dei confini europei

Invitiamo tutti a raggiungere la Stazione Centrale di Milano, il prossimo sabato 21 giugno, alle ore 14.00, con carovane grandi e piccole, per poi partire in treno verso le frontiere europee, e violarle collettivamente, alla luce del sole, in tanti, rivendicando, insieme ai migranti, la nostra EUROPA senza confini.

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tratto da meltingpot.org

La Grande Invasione: festival della lettura di Ivrea

Immagine Apre il 30 maggio la seconda edizione della Grande invasione, il festival letterario di Ivrea interamente dedicato alla lettura che prosegue fino al 2 giugno.

Dopo il successo della prima edizione, il festival conferma la formula e trasforma Ivrea in un laboratorio di lettura a cielo aperto: incontri, mostre, seminari ma anche colazioni originali, concerti serali e meeting notturni a cui parteciperanno i protagonisti della cultura a 360°. Per i giorni del festival è infatti prevista l’invasione di Ivrea da parte del popolo dei lettori e insieme a loro scrittori, giornalisti, attori, traduttori, autori di fumetti e musicisti.

Scenario della quattro-giorni sono alcuni dei luoghi più suggestivi e curiosi della città: Teatro Civico, piazza Ottinetti, il cortile del Castello, i musei Garda e Tecnologic@mente.

Tema scelto della seconda edizione sono i centenari che ricorrono nel 2014: quello di Julio Cortázar, considerato con Borges il maggior scrittore argentino di tutti i tempi; dell’italiana Anna Maria Ortese, premio Strega 1967 con Poveri e semplici; lo statunitense Bernard Malamud, autore di racconti indimenticabili e del romanzo Il commesso; Marguerite Duras, che vinse il premio Goncourt con la sua opera più discussa e più autobiografica L’amante; il poeta Dylan Thomas ma anche Romain Gary e Tove Jannson.

Tra i numerosi ospiti di questa Grande invasione Milena Vukotic protagonista di un intenso omaggio a Marguerite Duras, e Fabrizio Gifuni che dà voce alle incredibili pagine di Un certo Lucas di Julio Cortázar. Il concerto finale è affidato a Le luci della centrale elettrica, sul palco insieme a Cosmo.

Anche quest’anno un’ampia sezione del festival è dedicata ai bambini, grazie al ricchissimo programma della Piccola invasione curato da Lucia Panzieri. La grande invasione è una risposta concreta all’esigenza di lettura. Ideatori sono due professionisti dell’editoria che hanno fatto propria la frase di Domenico Starnone: «Il libro continua a essere un’irruzione nella vita». Loro sono Marco Cassini, fondatore della casa editrice minimum fax e delle edizioni SUR, e Gianmario Pilo, anima della Galleria del Libro, storica libreria eporediese indipendente attiva da sempre nella promozione della cultura.

L’organizzazione è dell’associazione culturale di Ivrea Liberi di scegliere, ed è sostenuto da realtà pubbliche e private di grande valore. È patrocinato dalla Regione Piemonte dalla Provincia di Torino e dal Comune di Ivrea.

All’interno del programma della Grande Invasione è previsto un appuntamento a sostegno della candidatura di Ivrea città industriale del XX secolo a patrimonio mondiale Unesco.

tratto da torinotoday.it

Per il programma del festival clicca qui

 

Ascoli Piceno: a Terre senza Promesse c’ero anch’io!

Visualizzazione di Locandina Tavola Rotonda.jpgLo scorso giovedì 8 maggio ho partecipato a questa interessante iniziativa ad Ascoli Piceno insieme a Oliviero Forti, responsabile ufficio Immigrazione della Caritas Italiana e Valentina Tortorella, avvocato immigrazionista.

Far parte di questa tavola rotonda, in una sala piena di persone interessate, è stato emozionante e formante.

Prima di tutto l’intervento di Oliviero Forti che ha introdotto il tema, parlando di migranti economici e di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, due “tipologie” molto diverse di esperienze di migrazione. Ha parlato anche degli scafisti, quei trafficanti di esseri umani, che però danno loro una speranza di raggiungere la salvezza. E poi di tanto altro.

In conclusione l’intervento di Valentina Tortorella, che ha voluto offrirci uno spaccato di come i migranti ormai stanziali o semi-stanziali in Italia riescono ad andare avanti, tra pregiudizi, discriminazioni e tante, troppe difficoltà.

In mezzo, io. Emozionata, ho iniziato a parlare delle mie esperienze di migrazione, di come anch’io, seppur in minima parte, ho provato il trauma della migrazione. Ho descritto il mio amato lavoro come mediatrice linguistica e culturale all’associazione Casa delle Culture di Jesi e come operatrice sociale al Gus Onlus in progetti di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Ho accennato a quante soddisfazioni sa darmi l’insegnare la lingua italiana a persone che non la conoscono affatto. Ma soprattutto ho raccontato una storia, che ho scritto tempo fa. Ho cercato di far immedesimare le persone presenti in ciò che ha vissuto una donna, che ho conosciuto anni fa, arrivata dall’Etiopia a Lampedusa dopo il viaggio della speranza, attraverso il mare dei morti, il mar Mediterraneo, e successivamente accolta in un progetto in cui lavoravo. Ho raccontato della sua forza, della sua voglia di vivere, nonostante tutto. E di come, anche se con mille difficoltà, in parte sia riuscita a ricostruirsi una vita. Mi sono resa conto di quanto questa storia sia ancora attuale e di quanto, però, lei sia stata “fortunata” rispetto ad altre persone che non ce l’hanno fatta. Penso a Lampedusa. Alle bare. Penso ai sogni annegati in mare.

La tavola rotonda è terminata con tante domande, un dibattito acceso e coinvolgente. Qui trovate qualche foto di una bellissima esperienza che spero sia servita soprattutto per sensibilizzare chi ha ancora troppi pregiudizi nei confronti dell’altro, del diverso e per provare ad aprire un piccolo spiraglio verso l’accoglienza nei confronti di chi ha la sfortuna di nascere in un paese che non è la nostra cara bella Italia.

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V edizione di Piceno d’Autore all’insegna della traduzione

Da sempre la traduzione di testi letterari rappresenta l’internazionalità della scrittura, che permette a qualsiasi appassionato e “mangiatore” di libri di viaggiare per continenti e mondi altrimenti troppo lontani da esplorare e permette di conoscere culture talmente diverse da poter apportare alla propria  un qualcosa  di mai pensato. La traduzione non è solo vista come una macchina di esplorazione nel presente ma anche nel passato, grazie ad essa infatti siamo riusciti a studiare e comprendere mondi antichi come quelli latino e greco ma anche a conoscere importanti romanzieri ottocenteschi.

Quest’anno la quinta edizione di “Piceno d’Autore” verterà su tutto questo, sul dare importanza alla qualificazione di scrittori di epoche e luoghi lontani, dare importanza e riqualificazione alla figura del traduttore che il più delle volte è relegata solo alla copertina di un libro.

L’edizione 2014 di “Piceno d’Autore” propone un calendario molto denso che va da maggio a settembre, ben cinque mesi dedicati alla scrittura. Si parte il 19 maggio con il festival “Piceno d’Autore”che ospiterà una serie di autori stranieri all’insegna del tema della traduzione (spiccano i nomi di Marc Augé, J. P. Sloan e  Laurence Cossé), dal 20 al 23 maggio ci saranno degli incontri tra scrittori  e istituti scolastici, 17 e 18 luglio ci sarà il premio all’editor Antonio Franchini della Mondadori, mentre il 26 luglio verrà dato un riconoscimento alla casa editrice Adelphi e infin dal 20 al 28 settembre spazio ai più piccoli con “Piceno d’Autore junior”.

A testimoniare l’importanza dell’evento anche le parole dell’assessore alla Cultura Margherita Sorge:  “Siamo orgogliosi di essere partner di questo programma ambizioso per i personaggi di grande levatura culturale che parteciperanno”.

tratto da rivieraoggi.it

Perugia: VIII edizione del Festival Internazionale del Giornalismo

Lo storico Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia giunge all’ottava Edizione e si rilancia con un programma fitto di eventi e un parterre di speaker di prim’ordine. Dal 30 aprile al 4 maggio workshops, panel discussions, presentazioni, dirette e rassegne stampa affronteranno i temi più disparati, dal giornalismo ambientale al precariato, dall’architettura e il design dell’informazione fino ai i reportage sul campo, dal giornalismo creativo e il datajournalism, passando a questioni importanti come il cambiamento climatico, il futuro dei media africani e l’immigrazione. Grande attenzione alle nuove tecnologie, lo slogan del festival infatti è: Stay fast, stay fit with #ijf14, proprio perché questo continuo e rapido cambiamento richiede un allenamento costante.

Numerosi gli appuntamenti legati al tema dell’immigrazione, segnaliamo in particolare mercoledì alle 16:30 l’incontro Volevamo braccia sono arrivati uomini: accoglienza mancata e violazione dei diritti dei migranti in Italia, realizzato in collaborazione con Amnesty International, a cui prenderanno parte Raffaella Cosentino, giornalista freelance, Alessandra Ballerina, avvocato civilista, Gianluca Martelliano di IRPI e Riccardo Noury di Amnesty International.

Giovedì alle 14:30 sarà invece la volta di Graphic journalism: l’integrazione attraverso i media”: con la partecipazione di Antonella Andriuolo giornalista freelance, Takoua Ben Mohamed disegnatrice, Lorenzo Cinque fotografo e video maker.

“Migrazione, integrazione, diversità” il titolo dell’incontro prevista giovedì alle ore 18, con Angelo Gianpaolo Bucci, film-maker, Beatrice Ngalula Kabutakapua giornalista freelance.

In chiusura domenica 4 alle 15 la panel discussion “Raccontare l’Islam”, con la partecipazione di Laura Silvia Battaglia, giornalista freelance, Luca Bauccio, fondatore Radio Dirittozero, Joshua Evangelista eStefano Romano, Frontiere News, Rassmea Salah ufficio stampa CAIM.

Potete trovare qui tutto il programma del festival.

tratto da mmc2000.net

Kiel: XI edizione dello European Festival of the First Novel

Sta per partire l’undicesima edizione dello European Festival of the First Novel, promosso dall’associazione Ars Baltica di Kiel, che finora ha ospitato oltre 100 scrittori, ma anche editori e traduttori, provenienti da 17 paesi diversi. Qui sotto un articolo tratto dal sito con qualche informazione. Che dire… restiamo in trepida attesa dell’inizio del Festival!!

Since 2003 new prose from ten European countries forms the heart of the European Festival of the First Novel. Ten novelists and their editors as well as other professionals of the literary world are gathering in Schleswig-Holstein/ northern Germany to discuss writing and publishing, to acquaint themselves with new novels, and maybe pave the way for translation.

The festival, which takes place at “Literaturhaus Schleswig-Holstein” in Kiel, is a combination of an expert conference on European first novels and a public reading by all participating authors. 101 writers and about 80 publishers from 17 countries have so far taken the opportunity to present current first novels. From Norway to Hungary, from Finland to Spain, participants have made their way to Schleswig-Holstein. From the start, a network for authors and publishers of future European literature has come into existence, and it is steadily growing. In fact, a considerable number of the presented first novels has meanwhile been translated into various languages.

The initiators’ original idea of strengthening the role of literature as the most prominent promoter of the actual reality of life in the diversity of European languages and cultural traditions is beginning to take shape beyond expert discourse in Schleswig-Holstein. For the reading and the discussions during the four days a brochure provides the basis which presents extracts from and synopsis of all ten novels as well as biographical and bibliographical information on the authors in German, English and French.

tratto da ars-baltica.net

Perugia: Encuentro, la prima festa delle letterature in lingua spagnola

Si terrà  a Perugia dal 4 al 6 aprile 2014 la prima edizione di Encuentro. Festa delle letterature in lingua spagnola, una manifestazione dedicata alle letterature di lingua spagnola in Italia, promossa dal Circolo dei Lettori di Perugia e dal Comune di Perugia, con l’Associazione Banana Republic, in collaborazione con Regione Umbria e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università per Stranieri di Perugia.

E’ una festa della letteratura in lingua spagnola, proveniente da entrambi i lati dell’Atlantico”, spiega lo scrittore colombiano Santiago Gamboa, direttore artistico della manifestazione, “che mira a rafforzare l’amicizia della cultura e dei lettori italiani con l’immensa letteratura ispano-americana che ha dato all’Italia autori tanto amati come Gabriel García Márquez, Mario Vargas Llosa , Borges e Roberto Bolaño, e che continua oggi ad essere apprezzata con romanzieri più giovani come Javier Cercas, Almudena Grandes, Enrique Vila Matas, Jorge Volpi o Leonardo Padura Fuentes. Encuentro vuole esaltare la vocazione della letteratura di essere un ponte tra le culture, un punto di incontro per rendere più ricca la vita di ogni lettore”.

La manifestazione si svolgerà in tre prestigiosi luoghi della città di Perugia – nella sede del Circolo dei Lettori presso il Centro di Cultura Contemporanea di Palazzo della Penna, nella Sala dei Notari, all’interno del Palazzo dei Priori, e nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Perugia – e rientra nelle iniziative per la candidatura del capoluogo umbro a Capitale europea della cultura 2019.

Dice l’Assessore alla Cultura Andrea Cernicchi: “La vocazione internazionale di Perugia, città multiculturale da più di ottant’anni, nella quale si sono formate generazioni di studenti stranieri, hanno suonato centinaia di musicisti provenienti da ogni parte del mondo, hanno lavorato fotografi e artisti di altissimo livello, insegnato docenti di chiara fama, è ora confermata dal responso della Commissione che l’ha inserita nella ristretta rosa dei finalisti aspiranti al titolo di Capitale Europea della Cultura 2019. Forte di questa designazione, la città sta lavorando per il raggiungimento di questo obiettivo. La manifestazione Encuentro costituisce, anche in prospettiva, un pilastro importante di questa architettura culturale destinata a disegnare il volto nuovo della Perugia del XXI secolo.”  

Encuentro ospiterà autori rappresentativi della letteratura ispano-americana – Luis Sépulveda, Daniel Mordzinski, Paco Ignacio Taibo II, Leonardo Padura Fuentes, Bruno Arpaia, Santiago Gamboa e ancora Fernando Iwasaki, Marcos Giralt Torrente, Guadalupe Nettel, Antonio Soler – per raccontare il loro lavoro e il loro rapporto con la letteratura italiana. Nelle giornate del festival i lettori incontreranno scrittori affermati come Luis Sepúlveda e Paco Ignacio Taibo II e voci nuove come lo spagnolo Marcos Giralt Torrente o il peruviano-giapponese Fernando Iwasaki, tutti tradotti e pubblicati in Italia.

Riscrivere la storia sarà il tema dell’incontro inaugurale che vedrà confrontarsi Paco Taibo II e Leonardo Padura Fuentes coordinati da Santiago Gamboa. Gli altri appuntamenti saranno: I viaggi nella letteratura con Luis Sepulveda e il fotografo Daniel Mordzinski moderati da Bruno Arpaia; La letteratura in lingua spagnola del XXI secolo con Guadalupe Nettel, Leonardo Padura Fuentes, Antonio Soler e Marcos Giralt Torrente; Rodolfo Walsh: il giornalismo come scrittura letteraria, con Paco Ignacio Taibo II, Lorenzo Ribaldi e Bruno Arpaia, coordinati da Rocco Dozzini; Lo scrittore e la cultura di massa, con Bruno Arpaia, Fernando Iwasaki, Daniel Mordzinski e Paco Ignacio Taibo II, coordinati da Gamboa; La vita come romanzo, con Marcos Giralt Torrente e Guadalupe Nettel coordinati da Vittoria Martinetto; La discussione attorno a L’umore e l’amore coinvolgerà Fernando Iwasaki e Antonio Soler, coordinati da Santiago Gamboa. Mentre Tre generazioni letterarie – Guadalupe Nettel, Leonardo Padura Fuentes, Paco Ignacio Taibo II e Marcos Giralt Torrente, con Santiago Gamboa che coordina – si confronteranno nell’ultimo appuntamento in programma che chiuderà il festival perugino. Festival letterario ma anche occasione di festa, come recita il titolo della manifestazione. Ogni sera infatti, presso Palazzo della Penna – Centro di Cultura contemporanea, ci saranno cene a tema e concerti.

tratto da perugiacircolodeilettori.it

“Incroci di civiltà” a Venezia dal 2 al 5 aprile

1939652_724925537541879_2001186941_n“Jhumpa Lahiri, Rita Dove, Carlo Petrini, Patrizia Cavalli, Peter Greenaway: sono questi alcuni dei protagonisti del fitto programma della settima edizione di Incroci di civiltà, Festival internazionale di letteratura a Venezia, promosso da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Venezia e dal Comune di Venezia, Assessorato alle Attività e Produzioni Culturali, con la partnership di Veneto Banca, The BAUER’S Venezia, AVA Associazione Veneziana Albergatori, Marsilio e Fondazione Musei Civici. Il festival, dal 2 al 5 aprile 2014, accoglierà ventidue scrittori provenienti da diciassette paesi, dall’Europa all’Africa, dal Vicino ed Estremo Oriente all’America Latina, una molteplicità di esperienze, lingue, culture e generi a disposizione di un pubblico di lettori appassionati”.

Ecco due appuntamenti interessanti per chi come me è appassionata di cultura araba. Si tengono entrambi all’Auditorium Santa Margherita, Cà Foscari (prenotazione obbligatoria):

3 aprile, h. 14.30 – la scrittrice saudita Raja Alem incontra Ida Zilio Grandi
Raja Alem è nata a La Mecca e vive tra Parigi e la sua città natale. Il suo romanzo Il collare della colomba, uscito da pochissimo per Marsilio (trad. dall’arabo di Maria Avino), ha vinto l’edizione 2011 del Premio internazionale per la narrativa araba.

5 aprile, h. 9 – la scrittrice siriana Salwa al-Neimi incontra Gabrielle GamberiniSalwa al-Neimi è nata in Siria ma vive in Francia. È autrice di uno dei libri più letti e discussi degli ultimi anni, La prova del miele (Feltrinelli, 2010, trad. dall’arabo di Francesca Prevedello), romanzo di formazione ai piaceri dell’erotismo narrato in prima persona da una donna. Il libro fece scalpore quando uscì per il contenuto e anche per il modo in cui è scritto. Di recente ha pubblicato La penisola araba, tradotto in francese da Laffont, un romanzo dedicato al tema dell’esilio e del ritorno.

Tutti e due gli incontri saranno trasmessi in streaming sul sito della Cà Foscari.

tratto da editoriaraba.wordpress.com