A Firenze la sesta edizione del festival Middle East Now

Film Middle East NowE’ partito ieri e durerà fino al 13 aprile il Festival Middle East NOW, giunto ormai alla sua sesta edizione. Firenze torna ad essere il palcoscenico per il cinema, arte, cultura e attualità dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

In un momento in cui sui nostri media girano notizie a volte sbagliate su politica e cultura arabo-islamica (spesso poco documentate, quando non venate da pregiudizi vari), questo festival è proprio quello che ci vuole, con la sua genuinità e freschezza.

Il tema della sesta edizione di Middle East Now sarà il ”viaggio”, e si svilupperà attraverso una serie di eventi, proiezioni, pubblicazioni e installazioni fotografiche e artistiche, basate sul concetto di “viaggiare in Medio Oriente”. Viaggiare inteso come atto fondamentale di conoscenza, perché viaggiare significa conoscere, vedere, pensare, confrontarsi, dialogare. Con una miriade di progetti speciali, Middle East Now si trasformerà in un palcoscenico di esperienze e percorsi, di speciali itinerari all’interno della grande mappa del Medio Oriente, la vasta area del mondo che va dal Marocco all’Afghanistan, passando per Tunisia, Algeria, Egitto, Libano, Israele, Palestina, Giordania, Emirati Arabi, Siria, Bahrein, Iran, Iraq, Kurdistan, Arabia Saudita e fino alla Turchia.

Quindi, spazio al cinema, alla cultura, alla cucina, alla letteratura, all’arte e alla politica mediorientale: andate a Firenze e portate con voi un pezzettino di Medio Oriente. Non ve ne pentirete!

Sabir: una lingua, un unico mare e ben due festival da non perdere!

Sabir è la lingua franca con cui, dal Medioevo fino a tutto l’Ottocento, nei porti e sulle imbarcazioni del Mediterraneo, comunicavano mercanti e pescatori, commercianti e marinai provenienti da vari paesi. Lingua meticcia che ne accoglie molte altre come l’arabo, l’occitano, il greco, il catalano, il turco, il siciliano, il genovese, il veneziano, Sabir non corrisponde a una popolazione precisa, non designa né un territorio né un confine, ma esprime l’esigenza primaria di sapere e di comunicare.

Il Sabirfest – Vivere il Mediterraneo, organizzato da Mesogea, Horcynus orca e People on the move e che si terrà nella città di Messina dal 25 al 28 settembre, è la prima edizione del progetto culturale che da questa lingua trae il nome e l’ispirazione e che, dall’area dello Stretto, lancia occasioni e spunti di riflessione per ripensare e vivere il Mediterraneo attraverso quattro sezioni intrecciate: SabirFest (incontri e presentazioni), SabirLibri (un mercato di libri all’aperto e al coperto dove poter sfogliare, leggere e comprare libri), SabirSuq(un mercato di oggetti, odori e gastronomia mediterranea con degli angoli ristorazione) eSabirMaydan (una piazza civile e civica dove si incontrerà la società civile mediterranea).

Giornalisti, attori, musicisti, traduttori, editori e giornalisti, italiani e internazionali per quattro giorni animeranno la città siciliana con incontri, reading, presentazioni, performance musicali e teatrali.

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Ma c’è un altro importante festival che prende il nome da questa magica parola che è Sabir. Il Sabir Festival, il festival diffuso delle culture mediterranee, che si terrà a Lampedusa dall’1 al 5 ottobre, in cui si realizzeranno dibattiti, incontri e laboratori sul ruolo di Lampedusa come ponte tra i popoli nel cuore del mare Mediterraneo. In particolare, i due temi principali, che saranno discussi nell’ambito dei due incontri internazionali, sono ‘Migrazioni’ e ‘Partecipazione e democrazia euro mediterranea’.

La collocazione temporale intorno al 3 ottobre del 2014 consente un forte richiamo alla responsabilità collettiva per la strage avvenuta nello stesso giorno del 2013, nel quale hanno perso la vita 368 persone in cerca di protezione. In tale giorno della memoria si intende, attraverso questo evento internazionale, ridare dignità e voce unicamente alle tante vittime dell’immigrazione.

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Quindi, che altro dire, scegliete uno dei due o meglio, se potete, andate a entrambi, per capire, approfondire, ricordare che facciamo parte di un unico mare e di un popolo che, tempo fa, comunicava in una sola lingua. Senza problemi né discriminazioni di alcun genere. Perché il Sabir era ed è anche questo.

17-21 settembre: XII Festival della letteratura mediterranea a Lucera

logo luceraIl tema scelto per la dodicesima edizione del Festival della Letteratura Mediterranea, L’IDENTITA’, è l’occasione per raccontare le storie individuali, e al contempo universali, di uomini e donne impegnati nella ricerca della propria identità. Un lavoro di tessitura e rimodellamento delle proprie esperienze, del proprio Io, della propria personalità; un susseguirsi di lotte e traguardi, errori e scelte, successi e ripensamenti; un perenne rinnovamento, una continua indagine.

Il Mediterraneo è la trincea di questa umanità divisa e titubante, in lotta per superare le proprie dicotomie. Il Mare Nostrum, custode delle cause e delle soluzioni di ogni dissidio, come una incessante fonte di risposte e di domande, dà vita ad una continua contaminazione di tradizioni, legami e memorie che ognuno di noi condivide.

Sin dalla sua prima edizione, nel 2003, il “Festival della Letteratura Mediterranea” Festival ha posto al proprio centro la letteratura e la cultura nelle sue più svariate declinazioni, raccontando e valorizzando lo spirito, le anime e le storie dei popoli del Mediterraneo. Nei giorni del Festival Lucera diventa crocevia di incontro e dialogo tra autori e lettori, palcoscenico di confronti e riflessioni nell’incontro con culture “altre” e attorno ai temi più attuali e universali. Oggetto di numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medaglia della Presidenza della Repubblica, il Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera è ormai diventato un appuntamento fisso per tutti gli amanti della letteratura e non solo. Tra le novità di quest’anno la costituzione di una rete di Festival culturali della Capitanata in cui il Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera fa squadra con“Questioni Meridionali” di Foggia e la “Fiera del Libro” di Cerignola, manifestazioni queste organizzate da gruppi di ragazzi che hanno deciso di unirsi per sostenersi a vicenda e dare sostanza alla loro voglia di coinvolgere i luoghi in cui vivono in un percorso di scoperta, conoscenza e incontro con l’altro.

La volontà di crescere e programmare un’offerta culturale sempre più ampia ha ispirato il lavoro del comitato organizzativo del Festival per questa XII edizione portando i componenti ad ottimizzare le proprie risorse al meglio puntando ad una proposta di grande qualità artistica e, nello stesso tempo, orizzontale, rivolta cioè ad un pubblico sempre più esperto ed eterogeneo.

Cospicuo è poi l’impegno sui social, attraverso più azioni virali volte a coinvolgere attivamente il pubblico prima e durante il Festival. Anche per questa XII edizione, come per le precedenti, ci sarà la possibilità di seguire tutti gli incontri e gli eventi del Festival della Letteratura Mediterranea attraverso i principali social network ossia Twitter(@med_cultura), Facebook (la pagina “Festival della Letteratura Mediterranea”) e Google+ (Mediterraneo Cultura) con le ultime notizie, gli aggiornamenti, gli approfondimenti relativi alla kermesse, facilmente rintracciabili grazie all’hashtag #XIIFLMed.

Tutto il programma della XII edizione sulla Cartella Stampa

tratto da mediterraneoecultura.it

Mantova 3-7 settembre: al Festival della Letteratura c’è anche la Palestina

downloadQuest’anno a Festivaletteratura, tra i molti percorsi che il pubblico potrà seguire, uno merita particolare attenzione per l’occasione che concede di avvicinarsi alla produzione letteraria di un paese che, ora più che mai, disorienta per la sua complessa stratificazione. Mantova ospiterà, infatti, alcuni degli autori di punta della letteratura palestinese, come Murid Barghouti e Suad Amiry (trovate una sua intervista qui), ma saranno presenti anche figure di grande rilievo nella diffusione di questa letteratura in Italia, tra cui la traduttrice Elisabetta Bartuli e Wasim Dahmash, ricercatore di Lingua e Letteratura Araba all’Università di Cagliari, che aiuteranno gli spettatori degli incontri a meglio entrare nella cultura scrittoria della Palestina. A questo proposito buona attenzione sarà riservata anche a Mahmud Darwish, considerato da molti come il miglior poeta contemporaneo in lingua araba e non solo.

Si inizia venerdì 5 con un evento che sicuramente inaugura l’itinerario sulla letteratura palestinese in maniera coinvolgente: si tratta di un translation slam (Evento 69, venerdì 5 ore 10.45, Chiesa di Santa Maria della Vittoria). Due traduttrici italiane si sfideranno su un componimento del poeta Murid Barghouti. Il pubblico sarà chiamato a partecipare in prima persona nella valutazione della versione migliore e potrà così entrare pienamente nella lingua araba e gustarsi al meglio la poetica dell’autore che sarà presente. Assistendo a questo primo incontro sarà poi più apprezzabile quello successivo (Evento 81, venerdì 5 ore 14.30, Conservatorio di musica Lucio Campiani) dal titolo La poesia della terra, che avrà come protagonista sempre Murid Barghouti, accompagnato questa volta dall’intellettuale palestinese Wasim Dahmash; preparato e, in un certo senso, introdotto dal translation slam della mattina, chi decide di partecipare sarà pronto a comprendere più soddisfacentemente lo scrittore, che parlerà, così come suggerisce il titolo, della poesia della propria terra e di come attraverso le parole e la letteratura si possa in un certo senso riscattarla e perpetuarla.

Sabato 6 sarà, invece, la giornata dedicata a Mahmud Darwish. Anche in questo caso la concatenazione degli eventi permetterà di immergersi in modo migliore nell’opera e nella personalità dell’autore in questione. Alle 19 (Cinema Oberdan), infatti, si potrà vedere Write down, I am an arab, film che fa luce, anche grazie a materiali inediti, sulla vita e l’esperienza artistca del poeta palestinese. Con tempismo perfetto, subito dopo (Evento 187, ore 21.15, Conservatorio di musica Lucio Campiani), il pubblico potrà prendere parte ad Affinché il vento non mi disperda, commemorazione letteraria proprio in onore di Darwish, in occasione dell’uscita in Italia di “Una trilogia palestinese”, raccolta dei suoi più importanti testi in prosa.

La stessa cosa vale per la giornata conclusiva di domenica con l’autrice Suad Amiry, che si è saputa distinguere negli anni per la profonda vena di ironia con cui affronta i temi più disparati, anche i più drammatici. Il primo evento a lei dedicato è il Blurandevù delle ore 12.00 (Piazza Leon Battista Alberti). Sarà interessante vedere come i giovani intervistatori metteranno alla prova la scrittrice e architetto palestinese con le loro domande curiose e originali. Il pubblico avrà modo di conoscerla sotto aspetti meno usuali e arrivare all’Evento 230 (Ore 16.45,Teatro Ariston) con un bagaglio di informazioni utili per partecipare con coinvolgimento all’incontro tra la Amiry e Dahmash, Una bellezza senza dimora, che, anche attraverso l’ultimo libro dell’autrice, verterà sull’importanza per l’identità palestinese dell’esperienza di espropriazione del patrimonio architettonico e, in particolare, della propria casa. 

Si conclude con ciò il percorso sulla letteratura palestinese. Lo spettatore avrà avuto modo di avvicinarsi a molti aspetti di essa: dalla prosa alla poesia, dalla tragicità delle parole di Darwish all’umorismo agrodolce di Amiry, passando dalle opere di Barghouti attaccate all’ironia della realtà e alla realtà dell’ironia. Insomma, incontri da non perdere assolutamente, non solo per la rara possibilità che concedono di toccare con mano tutta un’area di letteratura non sempre così esplorata, eppure così fruttifera, ma anche perché, adattando le parole di Tullio Avoledo, che suggerisce caldamente alcuni degli eventi qui elencati, quest’anno questi autori potrebbero profondamente aiutare a capire cosa sta succedendo in Palestina, la loro terra.

tratto da festivaletteratura.it

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La Grande Invasione: festival della lettura di Ivrea

Immagine Apre il 30 maggio la seconda edizione della Grande invasione, il festival letterario di Ivrea interamente dedicato alla lettura che prosegue fino al 2 giugno.

Dopo il successo della prima edizione, il festival conferma la formula e trasforma Ivrea in un laboratorio di lettura a cielo aperto: incontri, mostre, seminari ma anche colazioni originali, concerti serali e meeting notturni a cui parteciperanno i protagonisti della cultura a 360°. Per i giorni del festival è infatti prevista l’invasione di Ivrea da parte del popolo dei lettori e insieme a loro scrittori, giornalisti, attori, traduttori, autori di fumetti e musicisti.

Scenario della quattro-giorni sono alcuni dei luoghi più suggestivi e curiosi della città: Teatro Civico, piazza Ottinetti, il cortile del Castello, i musei Garda e Tecnologic@mente.

Tema scelto della seconda edizione sono i centenari che ricorrono nel 2014: quello di Julio Cortázar, considerato con Borges il maggior scrittore argentino di tutti i tempi; dell’italiana Anna Maria Ortese, premio Strega 1967 con Poveri e semplici; lo statunitense Bernard Malamud, autore di racconti indimenticabili e del romanzo Il commesso; Marguerite Duras, che vinse il premio Goncourt con la sua opera più discussa e più autobiografica L’amante; il poeta Dylan Thomas ma anche Romain Gary e Tove Jannson.

Tra i numerosi ospiti di questa Grande invasione Milena Vukotic protagonista di un intenso omaggio a Marguerite Duras, e Fabrizio Gifuni che dà voce alle incredibili pagine di Un certo Lucas di Julio Cortázar. Il concerto finale è affidato a Le luci della centrale elettrica, sul palco insieme a Cosmo.

Anche quest’anno un’ampia sezione del festival è dedicata ai bambini, grazie al ricchissimo programma della Piccola invasione curato da Lucia Panzieri. La grande invasione è una risposta concreta all’esigenza di lettura. Ideatori sono due professionisti dell’editoria che hanno fatto propria la frase di Domenico Starnone: «Il libro continua a essere un’irruzione nella vita». Loro sono Marco Cassini, fondatore della casa editrice minimum fax e delle edizioni SUR, e Gianmario Pilo, anima della Galleria del Libro, storica libreria eporediese indipendente attiva da sempre nella promozione della cultura.

L’organizzazione è dell’associazione culturale di Ivrea Liberi di scegliere, ed è sostenuto da realtà pubbliche e private di grande valore. È patrocinato dalla Regione Piemonte dalla Provincia di Torino e dal Comune di Ivrea.

All’interno del programma della Grande Invasione è previsto un appuntamento a sostegno della candidatura di Ivrea città industriale del XX secolo a patrimonio mondiale Unesco.

tratto da torinotoday.it

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V edizione di Piceno d’Autore all’insegna della traduzione

Da sempre la traduzione di testi letterari rappresenta l’internazionalità della scrittura, che permette a qualsiasi appassionato e “mangiatore” di libri di viaggiare per continenti e mondi altrimenti troppo lontani da esplorare e permette di conoscere culture talmente diverse da poter apportare alla propria  un qualcosa  di mai pensato. La traduzione non è solo vista come una macchina di esplorazione nel presente ma anche nel passato, grazie ad essa infatti siamo riusciti a studiare e comprendere mondi antichi come quelli latino e greco ma anche a conoscere importanti romanzieri ottocenteschi.

Quest’anno la quinta edizione di “Piceno d’Autore” verterà su tutto questo, sul dare importanza alla qualificazione di scrittori di epoche e luoghi lontani, dare importanza e riqualificazione alla figura del traduttore che il più delle volte è relegata solo alla copertina di un libro.

L’edizione 2014 di “Piceno d’Autore” propone un calendario molto denso che va da maggio a settembre, ben cinque mesi dedicati alla scrittura. Si parte il 19 maggio con il festival “Piceno d’Autore”che ospiterà una serie di autori stranieri all’insegna del tema della traduzione (spiccano i nomi di Marc Augé, J. P. Sloan e  Laurence Cossé), dal 20 al 23 maggio ci saranno degli incontri tra scrittori  e istituti scolastici, 17 e 18 luglio ci sarà il premio all’editor Antonio Franchini della Mondadori, mentre il 26 luglio verrà dato un riconoscimento alla casa editrice Adelphi e infin dal 20 al 28 settembre spazio ai più piccoli con “Piceno d’Autore junior”.

A testimoniare l’importanza dell’evento anche le parole dell’assessore alla Cultura Margherita Sorge:  “Siamo orgogliosi di essere partner di questo programma ambizioso per i personaggi di grande levatura culturale che parteciperanno”.

tratto da rivieraoggi.it

Perugia: VIII edizione del Festival Internazionale del Giornalismo

Lo storico Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia giunge all’ottava Edizione e si rilancia con un programma fitto di eventi e un parterre di speaker di prim’ordine. Dal 30 aprile al 4 maggio workshops, panel discussions, presentazioni, dirette e rassegne stampa affronteranno i temi più disparati, dal giornalismo ambientale al precariato, dall’architettura e il design dell’informazione fino ai i reportage sul campo, dal giornalismo creativo e il datajournalism, passando a questioni importanti come il cambiamento climatico, il futuro dei media africani e l’immigrazione. Grande attenzione alle nuove tecnologie, lo slogan del festival infatti è: Stay fast, stay fit with #ijf14, proprio perché questo continuo e rapido cambiamento richiede un allenamento costante.

Numerosi gli appuntamenti legati al tema dell’immigrazione, segnaliamo in particolare mercoledì alle 16:30 l’incontro Volevamo braccia sono arrivati uomini: accoglienza mancata e violazione dei diritti dei migranti in Italia, realizzato in collaborazione con Amnesty International, a cui prenderanno parte Raffaella Cosentino, giornalista freelance, Alessandra Ballerina, avvocato civilista, Gianluca Martelliano di IRPI e Riccardo Noury di Amnesty International.

Giovedì alle 14:30 sarà invece la volta di Graphic journalism: l’integrazione attraverso i media”: con la partecipazione di Antonella Andriuolo giornalista freelance, Takoua Ben Mohamed disegnatrice, Lorenzo Cinque fotografo e video maker.

“Migrazione, integrazione, diversità” il titolo dell’incontro prevista giovedì alle ore 18, con Angelo Gianpaolo Bucci, film-maker, Beatrice Ngalula Kabutakapua giornalista freelance.

In chiusura domenica 4 alle 15 la panel discussion “Raccontare l’Islam”, con la partecipazione di Laura Silvia Battaglia, giornalista freelance, Luca Bauccio, fondatore Radio Dirittozero, Joshua Evangelista eStefano Romano, Frontiere News, Rassmea Salah ufficio stampa CAIM.

Potete trovare qui tutto il programma del festival.

tratto da mmc2000.net

“Incroci di civiltà” a Venezia dal 2 al 5 aprile

1939652_724925537541879_2001186941_n“Jhumpa Lahiri, Rita Dove, Carlo Petrini, Patrizia Cavalli, Peter Greenaway: sono questi alcuni dei protagonisti del fitto programma della settima edizione di Incroci di civiltà, Festival internazionale di letteratura a Venezia, promosso da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Venezia e dal Comune di Venezia, Assessorato alle Attività e Produzioni Culturali, con la partnership di Veneto Banca, The BAUER’S Venezia, AVA Associazione Veneziana Albergatori, Marsilio e Fondazione Musei Civici. Il festival, dal 2 al 5 aprile 2014, accoglierà ventidue scrittori provenienti da diciassette paesi, dall’Europa all’Africa, dal Vicino ed Estremo Oriente all’America Latina, una molteplicità di esperienze, lingue, culture e generi a disposizione di un pubblico di lettori appassionati”.

Ecco due appuntamenti interessanti per chi come me è appassionata di cultura araba. Si tengono entrambi all’Auditorium Santa Margherita, Cà Foscari (prenotazione obbligatoria):

3 aprile, h. 14.30 – la scrittrice saudita Raja Alem incontra Ida Zilio Grandi
Raja Alem è nata a La Mecca e vive tra Parigi e la sua città natale. Il suo romanzo Il collare della colomba, uscito da pochissimo per Marsilio (trad. dall’arabo di Maria Avino), ha vinto l’edizione 2011 del Premio internazionale per la narrativa araba.

5 aprile, h. 9 – la scrittrice siriana Salwa al-Neimi incontra Gabrielle GamberiniSalwa al-Neimi è nata in Siria ma vive in Francia. È autrice di uno dei libri più letti e discussi degli ultimi anni, La prova del miele (Feltrinelli, 2010, trad. dall’arabo di Francesca Prevedello), romanzo di formazione ai piaceri dell’erotismo narrato in prima persona da una donna. Il libro fece scalpore quando uscì per il contenuto e anche per il modo in cui è scritto. Di recente ha pubblicato La penisola araba, tradotto in francese da Laffont, un romanzo dedicato al tema dell’esilio e del ritorno.

Tutti e due gli incontri saranno trasmessi in streaming sul sito della Cà Foscari.

tratto da editoriaraba.wordpress.com

Torna il Pisa Chinese Film Festival

Dal 26 febbraio all’1 marzo torna il festival cinematografico dedicato alla Cina. Quattro giorni fitti di appuntamenti per gli appassionati di cinema cinese.

Torna il Pisa Chinese Film FestivalDal 26 febbraio all’1 marzosi svolge, infatti, la terza edizione del festival cinematografico dedicato alla Cina. Quattro giorni fitti di appuntamenti per gli appassionati di cinema cinese.

Si comincia il 26 febbraio alle 18.30 presso la Stazione Leopoldacon una mostra di sculture, dipinti e installazioni di studenti cinesi dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara. Gli studenti saranno anche i protagonisti di una performance, eseguita su un lungo rotolo di stoffa, che richiama alla mente la spettacolare cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino del 2008. Ospite del primo giorno del Pisa Chinese Film Festival sarà Christoph Rehage, uno studente di Monaco che ha girato a piedi la Cina percorrendo 50mila chilometri, documentando la sua impresa con un reportage fotografico che ha fatto il giro della rete.

Le giornate successive saranno scandite dalla proiezione di tre documentari sulla società cinese e le sue trasformazioni. Il 27 febbraio sempre alla Stazione Leopolda alle 19.00 sarà proiettato “Acque torbide”, una coproduzione franco-cinese sull’emergenza idrica in Cina, il 28 febbraio “L’occupazione cinese”, un percorso tra la cultura pratese e la multicultura, e l’1 marzo Cine tempestose. I primi liuxuesheng italiani”, un’indagine sui giovani italiani che andarono a studiare in Cina negli anni Settanta.

Tutte e tre le serate proseguiranno, poi, con la proiezione di tre film. Giovedì 27 in programma “33 postcards” di Pauline Chan, una coproduzione tra Cina e Australia non distribuita in Italia, venerdì 28“One Nite in Mongkok” di Yee Tung-Shin e sabato 1 “La stella che non c’è” di Gianni Amelio.

In programma, invece, due seminari presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Al centro del dibattito il celebre documentario “Chung-Kuo, Cina” di Michelangelo Antonioni, una preziosa testimonianza della Cina degli anni Settanta.

Spostandosi, poi, al Dipartimento di Scienze Politiche si può assistere alla proiezione di “Lithium conspiracy”. Dopo il film, previsto un confronto sulle dinamiche della vendita di film italiani in Cina.

Per il programma completo del festival e tutte le informazioni, consultare il sito http://pisachinesefilmfestival.it/

tratto da chinanewsitaly.com