Il premio Babel-Booksinitaly: ecco come partecipare

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Grazie alla nuova collaborazione con il Laboratorio Formentini per l’editoria e Booksinitaly, dal 2016 il Premio Babel per la traduzione diventa il Premio Babel-Booksinitaly e guadagna una nuova sezione: al premio per un giovane traduttore letterario italiano meritevole di attenzione, si aggiunge il premio per un traduttore letterario straniero a coronamento di una carriera dedicata alla traduzione di autori italiani.

Il premio sarà assegnato un anno al giovane traduttore italiano e un anno al traduttore straniero. L’edizione 2016 del premio sarà dedicata al giovane traduttore letterario italiano.

Il premio per il giovane traduttore ha una dotazione di 3.000 €. Il premiato beneficerà anche di una residenza di una settimana presso la Casa dei traduttori di Looren (Svizzera), partner del premio fin dal suo concepimento.

Le opere, pubblicate tra il luglio 2015 e il giugno 2016, dovranno pervenire in pdf (testo tradotto e testo originale) al seguente indirizzo e-mail: babel.booksinitaly@laboratorioformentini.it entro e non oltre il 30 giugno 2016, corredate dal cv del traduttore. Una copia cartacea deve essere spedita alla Segreteria del Premio al seguente indirizzo: Via Formentini 10, 20121 Milano, tel. 02 49517840, mail alberto.marchioretto@laboratorioformentini.it.

In data 15 ottobre 2016 verranno resi pubblici i nomi dei finalisti. I vincitori parteciperanno alla cerimonia di premiazione, che avrà luogo durante l’edizione 2016 di BookCity Milano (17- 20 Novembre 2016).

La giuria del premio è composta da quattro traduttrici di chiara fama, che da diversi anni svolgono anche un intenso e prezioso lavoro di formazione per i giovani, sia come insegnanti in corsi universitari e master di II livello sia come curatrici di libri: Ilide Carmignani, Franca Cavagnoli (Presidente), Yasmina Melaouah e Ada Vigliani.

Per il regolamento http://babelfestival.com/premi/ 

Come diventare traduttore letterario?

downloadDa febbraio 2016 riapre lo Sportello di orientamento alla professione di traduttore letterario presso la Casa delle Traduzioni di Roma a cura di Marina Rullo(Biblit.it).
Gli incontri avranno luogo il mercoledì, dalle ore 11.00 alle 13.00, in via degli Avignonesi 32, secondo il seguente calendario:
3 febbraio, 2 marzo, 6 aprile, 4 maggio.
Lo sportello ha lo scopo di offrire a studenti di traduzione e aspiranti traduttori una panoramica sugli aspetti principali della professione di traduttore letterario. Punto di riferimento regolare fornisce, per quanto possibile, una consulenza personalizzata in base alle esigenze specifiche di ciascun richiedente.

Argomenti su cui potrà essere fornita la consulenza:
• Formazione di base: corsi e master, come orientarsi nella scelta formativa
• Primo contatto con le case editrici
• Il curriculum
• La proposta editoriale
• La prova di traduzione
• I rapporti con l’editore
• Il contratto (cenni sulla normativa)
• La cartella editoriale
• Le tariffe
• Le norme redazionali
• La revisione

A cura di Marina Rullo, traduttrice letteraria e fondatrice del network per traduttori editoriali Biblit (www.biblit.it).

Per accedere alle attività dello sportello è necessario iscriversi via mail all’indirizzo:

casadelletraduzioni@bibliotechediroma.it
La partecipazione è riservata ai possessori di Bibliocard che possono farla in sede giungendo 15 minuti prima dell’appuntamento.

Per contattare la Casa delle Traduzioni: 06-45430235/06-45460720

tratto da bibliotu.it

Le linee guida della traduzione letteraria

Ogni traduzione letteraria è un’interpretazione e come tale è il traduttore a decidere quali strategie di mediazione linguistico-culturale adottare, quanto avvicinare il lettore al testo o il testo al lettore. Quello che però non manca mai, prima di andare in stampa, è una revisione da parte della casa editrice. Ecco quindi, per chi volesse sottoporre la propria traduzione a una prima revisione “fai da te”, le linee guida di Adelphi, illustrate in un’intervista da Ena Marchi, che tuttavia sottolinea come in traduzione niente abbia valore prescrittivo ma solo e sempre indicativo.

1. Restaurare l’integrità dell’originale: anche al miglior traduttore accade di “saltare” non solo delle parole ma persino intere frasi.

2. Restaurare, nella misura del possibile (e nel caso in cui il traduttore non l’abbia sistematicamente rispettata), la punteggiatura dell’originale e la scansione dei paragrafi; tenendo conto, tuttavia, che ogni lingua ha regole peculiari di punteggiatura che non sempre vanno riprodotte.

3. Verificare che il traduttore non abbia indebitamente sinonimizzato le ripetizioni laddove queste rappresentino una consapevole scelta stilistica dell’autore; eliminare, viceversa, quelle eventualmente introdotte dal traduttore. E restituire al testo una coerenza interna, traducendo certe parole o sintagmi ricorrenti sempre nello stesso modo.

4. Snidare implacabilmente i calchi della lingua di partenza, i faux-amis e, importantissime, le espressioni idiomatiche che il traduttore non avesse riconosciuto come tali.

5. Eliminare, nella misura del possibile, le allitterazioni, gli omeoteleuti e in generale le cacofonie che fossero sfuggiti alla rilettura del traduttore. Corollario importante: evitare di introdurne (a volte una correzione che pare astuta può rivelarsi una catastrofe).

6. Soprattutto, verificare costantemente la tenuta del registro linguistico del testo di arrivo: che la cameriera di un bistrot si esprima in modo diverso da un’aristocratica del Settecento sembra un’ovvietà, eppure accade che anche eccellenti traduttori siano stranamente “sordi” a sfumature (essenziali) di questo tipo.

7. Per finire, controllare scrupolosamente le citazioni, i nomi di personaggi, di luoghi, di opere (letterarie, musicali, pittoriche, ecc.), le date, le unità di misura: tutti quei dettagli che spesso il traduttore non ha il tempo o la possibilità di controllare.

Chiariamo subito un possibile equivoco: quelli che ho appena elencato sono criteri generali, ma vanno calibrati a seconda del tipo di testo che si affronta. Mi spiego: il rispetto rigoroso della punteggiatura e della scansione del testo se deve essere osservato nel caso di uno scrittore fortemente consapevole della sua scrittura può subire delle deroghe nel caso di un testo letterariamente meno sorvegliato in cui conti maggiormente la fluidità del racconto; e se le ripetizioni per così dire portatrici di senso vanno sempre mantenute, è da evitare l’accumulo di ripetizioni goffe (un esempio: i verbi modali). Quello che invece va osservato con rigore inesausto è il registro linguistico.

(da: Ilide Carmignani, Gli autori invisibili. Incontri sulla traduzione letteraria, prefazione di Ernesto Ferrero, Besa 2008, pp. 80-81)

tratto da booksinitaly.it