L’estate non arriva? Portiamola a tavola!

libano_insalata-fattoushVisto che il clima non ci concede un po’ di sole e caldo, vi propongo un piatto dal sapore mediorientale per colorare la nostra tavola e rallegrare così i nostri animi!

Ecco qua il fattoush, un’insalata libanese, che ora trovate anche in Egitto e in altri paesi arabi, piatto semplice e gustoso.

Ho scovato per voi due versioni: una è qui ed è quella più “occidentale” e l’altra è qui, con il sumac e lo sciroppo di melograno, più speziata ma più autentica! A proposito il sumac, per chi non lo sa, è una spezia rossa dal sapore aspro e aromatico, che potete facilmente trovare nei supermercati.

Allora, che altro dire… buon appetito! Sahten!!

 

Il fresco sapore di un picnic libanese!

Ecco una ricettina veg anche per coloro che non mangiano carne e che vi rinfrescherà in queste prime giornate primaverili e soprattutto vi disintossicherà dalle mangiate del periodo pasquale! Anzi, perché non fare un bel picnic il giorno di Pasquetta, gustandosi questo piatto mediorientale?

Sto parlando del tabbouleh, antico piatto libanese, dalle molte varianti, le cui origini sono contese fra tutti i popoli nordafricani. Il tabbouleh è spesso servito come una delle mezze (antipasti). Suo ingrediente principale è il bulgur e non il cuscus come contrariamente si pensa! E’ un’insalata con questo ottimo cereale, prezzemolo e menta e condita con molto limone… davvero fantastica! Ecco qui un paio di varianti del tabbouleh: dal sito di babel.tv e da un altro sito molto interessante che ho appena scoperto taccuinistorici.it (non fate caso alle traslitterazioni dei nomi… in arabo è sempre un caos!).

Fatemi sapere come lo avete cucinato e se conoscete qualche modo per arricchire la ricetta! Un’ultima cosa… sahten!!! Buon appetito!

Elias Khoury: “Specchi rotti”. Correte in libreria!

specchi rottiBeirut, gennaio 1990, notte fonda. È il giorno del suo quarantesimo compleanno e Karim Shammas sta aspettando il taxi che lo porterà all’aeroporto a prendere il volo per tornare a Montpellier, dove vivono sua moglie e i suoi figli. Per la seconda volta, a distanza di più di un decennio, si lascerà alle spalle il Libano, Beirut, una società che in quindici anni di guerra civile ha perso tutti i suoi valori di riferimento. Karim Shammas celebra il suo compleanno da solo, in una città al buio, percorsa dalle raffiche di kalashnikov e dai colpi di mortaio a cui, di lì a pochi mesi, si imporrà di partorire la pace. Verrà a raggiungerlo, nella notte, almeno una delle donne che lo hanno accompagnato nei mesi beirutini? Verrà la giovane Ghazaleh, dalla sessualità dirompente? Verrà Muna, la borghese che non vuol sentire parole d’amore banali? Verrà Hind, la fidanzata di gioventù ora moglie di suo fratello? Quel che è certo è che verranno i ricordi. Verranno gli anni dorati dell’infanzia, verrà la sicurezza di un rapporto osmotico con il fratello quasi gemello, verrà l’afflato sessantottino della giovinezza, verrà il cameratismo della militanza. E verranno la paura, la fuga, il ritorno in un paese che non è più il suo paese, verrà la disillusione di chi, non solo in Libano, ha creduto nella giustizia sociale. Tornerà davvero a Montpellier, Karim Shammas?

Questa la sinossi, tratta da editoriaraba.wordpress.com, dell’ultimo romanzo dello scrittore libanese Elias Khoury, Sinalcol, che in italiano è diventato Specchi rotti.Tradotto come tutti gli altri da Elisabetta Bartuli, Specchi rotti uscirà esattamente tra 6 giorni per la casa editrice Feltrinelli, a differenza dei precedenti che erano stati pubblicati da Einaudi.

Sinalcol è già stato tradotto in francese da Actes Sud con il titolo SinalcolLe miroir brisé e dovrebbe uscire presto anche in inglese nella doppia edizione britannica e statunitense.

Semifinalista al premio per la narrativa araba 2013, poi vinto dal romanzo del kuwaitiano Saoud al-Sanousiil romanzo narra la “storia di due fratelli, fortemente legati al padre, in apparenza simili ma profondamente diversi, durante la guerra andranno a combattere su fronti opposti: uno si unirà alle milizie fasciste, l’altro a quelle di sinistra. Col loro incontro, dieci anni dopo, comincia un percorso a ritroso nei ricordi che, dagli anni Cinquanta a oggi, traccia la storia della generazione che nella guerra civile è andata incontro al proprio fallimento. Ma Sinalcol è anche un’animatissima tale of two cities, Beirut e Tripoli, luoghi simbolo delle contraddizioni libanesi” (Giacomo Longhi).

E quindi resta un’unica cosa da fare… leggerlo! 🙂 Io sono molto curiosa e sicuramente lo acquisterò. Fatemi sapere se vi è piaciuto…