Il fresco sapore di un picnic libanese!

Ecco una ricettina veg anche per coloro che non mangiano carne e che vi rinfrescherà in queste prime giornate primaverili e soprattutto vi disintossicherà dalle mangiate del periodo pasquale! Anzi, perché non fare un bel picnic il giorno di Pasquetta, gustandosi questo piatto mediorientale?

Sto parlando del tabbouleh, antico piatto libanese, dalle molte varianti, le cui origini sono contese fra tutti i popoli nordafricani. Il tabbouleh è spesso servito come una delle mezze (antipasti). Suo ingrediente principale è il bulgur e non il cuscus come contrariamente si pensa! E’ un’insalata con questo ottimo cereale, prezzemolo e menta e condita con molto limone… davvero fantastica! Ecco qui un paio di varianti del tabbouleh: dal sito di babel.tv e da un altro sito molto interessante che ho appena scoperto taccuinistorici.it (non fate caso alle traslitterazioni dei nomi… in arabo è sempre un caos!).

Fatemi sapere come lo avete cucinato e se conoscete qualche modo per arricchire la ricetta! Un’ultima cosa… sahten!!! Buon appetito!

Un’idea gustosa per Carnevale

Visto che siamo a Carnevale e visto che di solito ci rimpinziamo di dolci e dolcetti, io vi propongo una ricetta mediorientale per variare un po’ dalle solite castagnole e frappe. Si tratta del basbousa, un dolce di semolino diffuso in tutto il Medio Oriente e in Nord Africa, ma anche in Somalia! Sicuramente lo avrete visto, di solito si fa per la fine del Ramadan, ma nelle tavole arabe è presente tutto l’anno. Viene tagliato in tanti pezzettini, quadrati o rombici, e molto spesso si aggiunge del cocco o una mandorla al centro di ogni pezzo. E’ buonissimo e mooolto dolce come vuole la tradizione araba! Se volete provare a cimentarvi nel prepararlo, ecco tre ricette, che differiscono molto poco tra loro: una è quella del basbousa libico, un’altra è del somalo e l’ultima è dell’egiziano. Fatemi sapere se vi piace e… buon appetito!

Per chi vuole leggere un buon libro sulla cucina del Medio Oriente e del Nord Africa consiglio questo testo di Claudia Roden. Non c’è solo cucina, ma anche tanta storia, per capire un po’ di più le tradizioni culinarie del mondo de Le Mille e Una Notte.