Kiel: XI edizione dello European Festival of the First Novel

Sta per partire l’undicesima edizione dello European Festival of the First Novel, promosso dall’associazione Ars Baltica di Kiel, che finora ha ospitato oltre 100 scrittori, ma anche editori e traduttori, provenienti da 17 paesi diversi. Qui sotto un articolo tratto dal sito con qualche informazione. Che dire… restiamo in trepida attesa dell’inizio del Festival!!

Since 2003 new prose from ten European countries forms the heart of the European Festival of the First Novel. Ten novelists and their editors as well as other professionals of the literary world are gathering in Schleswig-Holstein/ northern Germany to discuss writing and publishing, to acquaint themselves with new novels, and maybe pave the way for translation.

The festival, which takes place at “Literaturhaus Schleswig-Holstein” in Kiel, is a combination of an expert conference on European first novels and a public reading by all participating authors. 101 writers and about 80 publishers from 17 countries have so far taken the opportunity to present current first novels. From Norway to Hungary, from Finland to Spain, participants have made their way to Schleswig-Holstein. From the start, a network for authors and publishers of future European literature has come into existence, and it is steadily growing. In fact, a considerable number of the presented first novels has meanwhile been translated into various languages.

The initiators’ original idea of strengthening the role of literature as the most prominent promoter of the actual reality of life in the diversity of European languages and cultural traditions is beginning to take shape beyond expert discourse in Schleswig-Holstein. For the reading and the discussions during the four days a brochure provides the basis which presents extracts from and synopsis of all ten novels as well as biographical and bibliographical information on the authors in German, English and French.

tratto da ars-baltica.net

Come si traduce un libro per bambini?

Come si traduce un libro per bambini? La domanda può sembrare banale ma non lo è affatto, specie se il libro in questione si intitola Il diario di una schiappa e in tutto il mondo ha venduto più di 60 milioni di copie. A tradurlo per i lettori italiani (edizioni Il Castoro) è Rossella Bernascone, esperta traduttrice e docente di inglese, che lunedì 24 marzo ha tenuto alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna un incontro proprio su questo argomento.

Con ironia e puntuali riferimenti alle sfide che il testo dello scrittore Jeff Kinney (il titolo originale della fortunata serie di libri ispirati all’undicenne Gregory è “Diary of a Wimpy Kid”) le ha posto, Rossella Bernascone ha raccontato al pubblico il delicato compito di rendere un testo come questo in un’altra lingua.

Innanzitutto, il target cui è rivolto: bambini dalla seconda o terza elementare fino alle medie ma, sempre più oggi, anche i più piccoli che frequentano la prima e hanno appena sei anni. Per il traduttore, si tratta di riprodurre un linguaggio semplice, comprensibile ma che non appiattisca la vivacità delle espressioni inglesi. Aboliti (a meno di non produrre delle vere e proprie scorrettezze grammaticali e, comunque, a malincuore) i pesanti condizionali che, a differenza che in inglese, nell’italiano scritto appesantiscono la narrazione e la fanno suonare troppo rigida e formale.

Impossibile non prendere, inoltre, in considerazione l’importanza dei nomi dei personaggi. Ad esempio, come può diventare il nome del cagnolino sweetie in italiano? Meglio non fornire una traduzione di getto e poco meditata, perché se poi diventa un personaggio ‘importante’ nelle puntate successive della storia, ecco che il nome affibbiato troppo di fretta si ritorce contro il traduttore!

Così, l’escamotage, in questo caso, è stato chiamarlo ‘tesoruccio‘, abbreviabile in ‘uccio‘, nomignolo niente male e adatto alla piccola creatura.

Caso complicato, poi, quello delle espressioni che nell’originale sono distorsioni più o meno buffe di nomi di marche realmente esistenti ma non necessariamente note ai bambini italiani. Differenze culturali, insomma, che possono sembrare banali ma con cui bisogna per forza fare i conti… Per non parlare delle onomatopee, che possono diventare veri e propri rompicapi o di oggetti bizzarri come la body blankie, simpatica coperta con zampe che richiama la forma di un animale e che esiste anche in Italia ma è nota col nome poco fortunato di “giocadormi”.

Tutte piccole e grandi complicazioni, queste, tipiche dell’attività del traduttore quando affronta ogni testo ma ancor più delicate quando è rivolto ai bambini. “La parola – ha commentato la traduttrice alla fine dell’incontro – e‘ infatti ciò che forma il pensiero… E il pensiero dei bambini e’anche il pensiero del nostro futuro.

tratto da gliamantideilibri.it

Elias Khoury: “Specchi rotti”. Correte in libreria!

specchi rottiBeirut, gennaio 1990, notte fonda. È il giorno del suo quarantesimo compleanno e Karim Shammas sta aspettando il taxi che lo porterà all’aeroporto a prendere il volo per tornare a Montpellier, dove vivono sua moglie e i suoi figli. Per la seconda volta, a distanza di più di un decennio, si lascerà alle spalle il Libano, Beirut, una società che in quindici anni di guerra civile ha perso tutti i suoi valori di riferimento. Karim Shammas celebra il suo compleanno da solo, in una città al buio, percorsa dalle raffiche di kalashnikov e dai colpi di mortaio a cui, di lì a pochi mesi, si imporrà di partorire la pace. Verrà a raggiungerlo, nella notte, almeno una delle donne che lo hanno accompagnato nei mesi beirutini? Verrà la giovane Ghazaleh, dalla sessualità dirompente? Verrà Muna, la borghese che non vuol sentire parole d’amore banali? Verrà Hind, la fidanzata di gioventù ora moglie di suo fratello? Quel che è certo è che verranno i ricordi. Verranno gli anni dorati dell’infanzia, verrà la sicurezza di un rapporto osmotico con il fratello quasi gemello, verrà l’afflato sessantottino della giovinezza, verrà il cameratismo della militanza. E verranno la paura, la fuga, il ritorno in un paese che non è più il suo paese, verrà la disillusione di chi, non solo in Libano, ha creduto nella giustizia sociale. Tornerà davvero a Montpellier, Karim Shammas?

Questa la sinossi, tratta da editoriaraba.wordpress.com, dell’ultimo romanzo dello scrittore libanese Elias Khoury, Sinalcol, che in italiano è diventato Specchi rotti.Tradotto come tutti gli altri da Elisabetta Bartuli, Specchi rotti uscirà esattamente tra 6 giorni per la casa editrice Feltrinelli, a differenza dei precedenti che erano stati pubblicati da Einaudi.

Sinalcol è già stato tradotto in francese da Actes Sud con il titolo SinalcolLe miroir brisé e dovrebbe uscire presto anche in inglese nella doppia edizione britannica e statunitense.

Semifinalista al premio per la narrativa araba 2013, poi vinto dal romanzo del kuwaitiano Saoud al-Sanousiil romanzo narra la “storia di due fratelli, fortemente legati al padre, in apparenza simili ma profondamente diversi, durante la guerra andranno a combattere su fronti opposti: uno si unirà alle milizie fasciste, l’altro a quelle di sinistra. Col loro incontro, dieci anni dopo, comincia un percorso a ritroso nei ricordi che, dagli anni Cinquanta a oggi, traccia la storia della generazione che nella guerra civile è andata incontro al proprio fallimento. Ma Sinalcol è anche un’animatissima tale of two cities, Beirut e Tripoli, luoghi simbolo delle contraddizioni libanesi” (Giacomo Longhi).

E quindi resta un’unica cosa da fare… leggerlo! 🙂 Io sono molto curiosa e sicuramente lo acquisterò. Fatemi sapere se vi è piaciuto…

I dragoni atomici di Fukushima: fumetti giapponesi contro il nucleare

Vignette tratte dal libro "I dragoni atomici di Fukushima"L’associazione culturale “Altrinformazione” e il centro di documentazione italo-giapponese “Semi sotto la neve” sono lieti di annunciare l’imminente pubblicazione del “manga” antinucleare “I DRAGONI ATOMICI DI FUKUSHIMA. Storie di bombe e di energia nucleare“, un libro a fumetti dell’autrice Yuka NISHIOKA, dove i “dragoni” dormienti scatenati dall’uomo sono le forze dell’energia nucleare che hanno colpito duramente il Giappone e Fukushima.

“I dragoni atomici di Fukushima”, realizzato con la supervisione scientifica del fisico giapponese Yuukou FUJITA, è un libro chiaro e completo, adatto nella forma e nei contenuti anche ai più giovani, un fumetto dove l’energia atomica e i suoi rischi vengono spiegati in modo semplice e divulgativo all’interno di un racconto avvincente che vede come protagonisti uno scienziato e una ragazzina delle elementari.

Yuka Nishioka, fumettista di Nagasaki, racconta che nel suo fumetto “i dragoni, animali favolosi e sacri che governano il vento, la nuvola, la pioggia, il tuono e fulmine, si trasformano in bestie demoniache attraverso la tecnologia occidentale. I dragoni atomici, l’incarnazione dell’energia nucleare che non possiamo controllare, resteranno ancora nella nostra vita futura sotto forma di armi e centrali atomiche? Se non ci interroghiamo seriamente a partire da ora sulla civiltà contemporanea e sul nostro modo di vivere, e se non fermiamo subito ciò che va fermato, i dragoni atomici distruggeranno il futuro e la Natura che abbiamo il dovere di lasciare ai posteri“.

L’edizione italiana a cura di “Altrinformazione” e “Semi sotto la neve” è arricchita dalla postfazione di Susumu NISHIYAMA, uno degli “Hibakusha” sopravvissuti al bombardamento atomico su Nagasaki e costretti a convivere con gli effetti delle radiazioni.

Proprio il nostro Paese, l’unico al mondo ad essere stato colpito dalle bombe nucleari – ha scritto Nishiyama – ha sostenuto il mito sulla sicurezza dell’energia nucleare con lo slogan ‘Atomi per la pace’ seminando ben 54 reattori in un arcipelago ad alto rischio sismico. Così siamo arrivati al meltdown della centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011, che tuttora continua ad emettere quotidianamente radiazioni“.

Il volume a fumetti sarà prodotto in una edizione di qualita’ a tiratura limitata con un meccanismo di “crowd-funding”, raccogliendo prenotazioni a partire dall’11 marzo (anniversario del disastro nucleare di Fukushima) fino al lancio ufficiale della pubblicazione che avverrà il 26 aprile (anniversario del disastro nucleare di Chernobyl).

Le scuole, le associazioni e i singoli cittadini sensibili ai temi della pace e dell’ambiente sono invitati a partecipare a questa autoproduzione editoriale no-profit.

L’obiettivo di questa iniziativa è quella di lanciare un segnale di allarme contro gli usi civili e militari del nucleare, per continuare a mantenere alta l’attenzione su questo tema anche dopo i successi del referendum italiano che ha confermato il “no” del nostro paese all’energia atomica.

Altrinformazione e Semi sotto la neve hanno già realizzato l’edizione italiana del “manga” giapponese di Rokuro Haku “No alla guerra, no al nucleare. Le armi all’uranio impoverito che distruggono l’uomo e l’ambiente” (http://www.mamma.am/nonuke). il progetto dell’edizione italiana del libro “I dragoni atomici di Fukushima” è stato finanziato dal Centro di documentazione “Semi sotto la neve” e la traduzione e’ stata realizzata da Yukari Saito con l’editing di Carlo Gubitosa.

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PROFILO DELL’AUTRICE YUKA NISHIOKA

Nata nel 1965 a Nagasaki. Nel 1999, in seguito a un giro del mondo a bordo della “Peace Boat” ha cominciato ad interessarsi al tema della pace. Nello stesso anno ha partecipato alla “Hague Appeal for Peace Conference” (L’Appello per la pace dell’Aja). Nel febbraio del 2000 ha diretto il coordinamento della Nagasaki Woman’s International Peace Conference (N-WIP) e ne è rappresentante tuttora. Attualmente insegna all’Università di Nagasaki e tiene una rubrica di strisce a fumetti sul settimanale “Shukan kinyobi”.

IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE “SEMI SOTTO LA NEVE”

Il Centro di documentazione “Semi sotto la neve” è un’associazione di volontariato fondata nella primavera 2006 a Pisa allo scopo di promuovere uno scambio e la condivisione delle conoscenze e delle esperienze tra le società civili italiana e giapponese che si occupano della pace, della nonviolenza, della difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Su questi temi il Centro di documentazione realizza una attività di “ponte interculturale”, facilitando la diffusione di informazioni, conoscenze scientifiche e opere artistiche in lingua giapponese rivolte al pubblico italiano e viceversa.

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “ALTRINFORMAZIONE”

L’associazione Altrinformazione si occupa di microeditoria no-profit dal 2009, e oltre alla rivista Mamma! (il primo magazine mondiale di giornalismo a fumetti) ha realizzato una collana di “saggistica a fumetti” con l’obiettivo di utilizzare le potenzialità del linguaggio grafico e dell’illustrazione per fornire idee, orientamenti, esperienze e strumenti utili a conoscere e cambiare la realtà che ci circonda. E’ una iniziativa di editoria no-profit, basata sul lavoro volontario di traduttori, fumettisti, vignettisti giornalisti e grafici, che hanno messo in gioco il loro tempo e i loro risparmi nella speranza che in Italia ci sia ancora spazio per un’editoria che punta al progresso e non al profitto.

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Per contatti e informazioni sul libro:
Tel. 06.916504836 Cell. 3459717974

Link ufficiale del libro “Addio, dragoni atomici”:
http://www.mamma.am/dragoni

Centro di documentazione “Semi sotto la neve”
http://www.semisottolaneve.org
http://semisottolaneve.blogspot.it/
info@semisottolaneve.org

Associazione Culturale “Altrinformazione”
http://www.altrinformazione.net
info@altrinformazione.net

MAMMA! LA RIVISTA DI GIORNALISMO A FUMETTI
http://www.mamma.am/edicola
info@mamma.am