Cervello in fuga

imagesVivo a Banbury, una piccola cittadina non troppo lontana, ma neanche troppo vicina a Birmingham in UK. Ormai sono tre anni che sopporto il freddo che ti entra nelle ossa e l’umidità delle pioggerelline estive. Mi manca l’aria frizzante della mia costa, il profumo invitante di pesce e i dolci tramonti da cartolina. Sono uno “straniero”, un “migrante”, che ha fatto una dura scelta di sopravvivenza, ha deciso di lasciare il suo rassicurante mondo di affetti per buttarsi in un’avventura che gli ha cambiato la vita. Lavorare in Italia? Avrei potuto, ma come tanti che scelgono di seguire i propri sogni, le proprie speranze, ho deciso di essere uno di quei “cervelli in fuga” che cercano altrove un futuro. E così sono partito, un po’ alla cieca, senza troppi programmi, con l’idea di rimanere qualche mese e di girare un po’ in un paese che conoscevo a malapena se non per le classiche gite a Londra e dintorni. Ho lasciato a casa la mia fidanzata promettendole che sarei tornato, anche se forse sapevo che non lo avrei fatto. Le prime settimane: fantastiche. Ho viaggiato, mi sono divertito, ho conosciuto persone che come me erano migrate da diverse parti d’Europa, alcuni studiavano, altri facevano lavoretti. Poi il down: ho iniziato a sentire l’incalzare del tempo e soprattutto la mancanza di soldi. Dovevo cercare qualcosa da fare. E così, dal lavapiatti al cameriere, dal facchino al giardiniere, mentre continuavo a chiedermi: cosa ci faccio qui? Devo tornare indietro, ho sbagliato tutto. Ripensavo a tutti coloro con cui ero cresciuto, non solo alla mia famiglia, ma anche ai miei carissimi amici e tutti mi mancavano da togliere il fiato. Volevo tornare anche solo per un weekend, ma poi … sarei ripartito o sarei rimasto a guardare da triste spettatore la mia sconfitta? Non avevo scelta. Dovevo andare avanti per quella strada che io avevo intrapreso, nessuno mi aveva costretto, nessuna guerra, nessuna calamità naturale, ma solo la voglia di migliorare e migliorarmi. E così mi sono rimboccato le maniche. Ho scelto questa piccola cittadina verde in cui ero passato per caso nei miei vagabondaggi per ricominciare (o meglio cominciare). Ho cercato un piccolo appartamento e ho iniziato a spulciare tra le case editrici del paese quelle che avrebbero potuto darmi una possibilità. E’ stata una lunga ricerca, non è così scontato pensare che fuori dall’Italia si trovi lavoro schioccando le dita. Alla fine, eccola. E’ arrivata la luce, la mia chance. Uno stage, ovvio. Non potevo pensare di essere assunto senza aver prima dimostrato cosa sapessi fare. E in quello stage ho dato tutto me stesso. Lavoravo giorno e notte per un misero rimborso, traduzioni, revisioni, traduzioni, revisioni. La mia vita sociale inesistente, i miei rapporti con l’Italia ridotti al minimo. Beh, che dire. I miei sforzi sono stati ricompensati. Sono stato assunto e oggi lavoro come traduttore a tempo pieno in un ambiente fresco e dinamico. Certo, la vita è cara, ma fortunatamente i pub chiudono alle 23 e non ci sono altri locali in cui spendere soldi! E poi forse anch’io sono cambiato. Questa esperienza di vita mi sta facendo crescere giorno dopo giorno. Non dico che sia facile, perché non lo è, ma ora posso dire di sentirmi anche un po’ inglese, perché a volte penso in inglese, sogno in inglese, ho iniziato ad amare la chicken pie che inizialmente detestavo. Ora ho un piccolo gruppo di amici che non mi fanno sentire solo, c’è anche qualche italiano, perché ho scoperto di non essere l’unico pazzo finito in questo piccolo lembo di terra lontano dal resto del mondo. E ora, quando mi capita di guardare in tv qualche servizio sulla migrazione, mi indigno nei confronti di chi non accetta chi è diverso da sé, perché è come se mi calpestassero e uccidessero quello che sono diventato. E mi indigno nei confronti di chi non vuole permettere a chi insegue i propri sogni di avere un’altra possibilità. Quella che io ho avuto e che tanti altri, con un po’ di fortuna, hanno il diritto di avere.

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Cercasi traduttore!

Forte di 70 000 volontari e 500 000 membri, la Croce Rossa Svizzera (CRS) è la più grande organizzazione umanitaria della Svizzera. È riconosciuta dalla Confederazione come unica Società nazionale della Croce Rossa in Svizzera e fa parte integrante del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. La Sede della CRS, a Berna, opera in Svizzera e in una trentina di altri paesi nei settori della salute, dell’integrazione sociale, della ricerca e del salvataggio, nonché nell’ambito della gestione di catastrofi e della cooperazione allo sviluppo. Essa funge da centro di competenza ed erogatore di servizi per l’intera CRS – associazioni cantonali, organizzazioni di salvataggio e istituzioni comprese.

Al fine di completare il suo servizio di traduzione, annesso al dipartimento Marketing e comunicazione, la CRS cerca, per inizio settembre, un/una

Traduttore/traduttrice tedesco/francese – italiano (70-80%)

Compiti

In seno a un team di professionisti, traduzione, adattamento e revisione di testi di vario genere inerenti ai campi di attività della CRS, fra cui pubblicazioni, comunicati, articoli e informazioni per il sito Internet e Intranet, rapporti, verbali, regolamenti e corrispondenza. Si tratta di testi impegnativi, di genere informativo o promozionale, dal contenuto tecnico, medico, giuridico o finanziario, che richiedono attitudini redazionali, un alto livello di precisione e una vasta cultura generale. Il luogo di lavoro è a Berna.

Requisiti richiesti

  • Lingua madre italiana
  • Diploma universitario di traduttore
  • Padronanza del tedesco e del francese e buone conoscenze dell‘inglese
  • Esperienza professionale
  • Capacità di adattamento e spirito di collaborazione
  • Buone conoscenze dei programmi informatici e familiarità con la ricerca documentale
  • Nozioni di terminologia
  • Forte motivazione e impegno
  • Flessibilità e capacità di lavorare sotto pressione

Le nostre prestazioni

La CRS è un’organizzazione senza scopo di lucro solidamente ancorata a livello nazionale e internazionale, che difende dei valori universali. È un datore di lavoro apprezzato e attrattivo per persone competenti e impegnate. Incoraggia e stimola i propri collaboratori, da cui si attende un alto senso di responsabilità e prestazioni di elevata qualità. Offriamo in cambio un ambito lavorativo piacevole e moderno, buone prestazioni sociali, possibilità di formazione e di sviluppo professionale.

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I dossier di candidatura completi (curriculum vitae, lettera di motivazione, certificati di lavoro, diplomi) vanno inviati, di preferenza per posta elettronica, a personal@redcross.ch oppure per posta a Croce Rossa Svizzera, Katherina Leuenberger, servizio del Personale, Rainmattstrasse 10, 3001 Berna. Per informazioni rivolgersi al numero 031 387 71 11.

tratto da redcross.ch