Sassari: nasce il dizionario sardo-inglese!

Più che un punto d’arrivo è l’avvio di un percorso più ampio che vede l’Alberghiero un’altra volta in prima linea sul fronte della valorizzazione della cultura sarda. E se questa è solo la premessa è certo che il risultato sarà all’altezza delle aspettative. L’hanno intitolato “Sardu e inglesu cara a cara” per rimarcare il fatto che non si tratta di una grammatica, ma di un pratico manuale di conversazione che, saltando a piè pari l’italiano, mette a confronto il sardo, quello della limba comuna, con l’inglese. Per realizzarlo ci hanno lavorato due insegnanti dell’istituto di via Cedrino, Maria Antonietta Meloni e Clara Farina, con il coordinamento di Tore Sfodello e lo stimolo costante degli studenti della seconda I che durante un intero anno scolastico hanno collaborato fattivamente alla composizione del manuale.

Grafica accattivante, colori vivaci ed esercizi ripartiti per sezioni che simulano la situazioni più disparate, partendo dalle “abitudinès de cada die” o “daily habits” fino ad arrivare a scuola “in scola/at school”. Esempi chiari di brevi conversazioni, corredati da schemi da riempire e arricchiti da un apparato iconografico realizzato “in casa” dagli stessi autori con il coinvolgimento diretto degli studenti. L’intento degli autori non era solo quello di creare uno strumento didattico utilissimo per le finalità della scuola, ma anche contribuire in modo pratico a rendere dignità alla lingua e alla cultura sarda. «La tecnica impiegata per realizzare il manuale – hanno spiegato infatti Maria Antonietta Meloni e Clara Farina – è quella indicata dai documenti del Consiglio d’Europa per l’insegnamento delle lingue straniere».

Il sardo come l’inglese, dunque, per arricchire ulteriormente il dibattito sul tema sempre attuale del plurilinguismo «che rappresenta – come ha fatto notare il rettore Mastino, citando il compianto Giovanni Lilliu – l’unica strada percorribile per realizzare una comunicazione che non sia univoca». Al riguardo va rimarcato il fatto che nel volume non c’è un termine in italiano e questo di per sé è un elemento di novità. Tra le sezioni che compongono il volume merita una citazione speciale quella intitolata “A giru in sa tzidade mea/around my town” in cui si ritrovano, tradotti in inglese direttamente dal sardo, immagini e didascalie relative ai fatti più importanti, una mini storia di Sassari raccontata in pillole che rievoca vicende e feste, ma anche personaggi storici noti.

Un lavoro meticoloso e originale pensato con finalità didattiche, ma che non mancherà di appassionare anche il lettore curioso e attento. Tra i testi e le immagini del manuale (gli autori preferiscono definirlo semplicemente un quaderno) filtra anche il ruolo importante dell’istituto alberghiero, con le sue strutture, le cucine, ma soprattutto l’impegno nella salvaguardia e nella valorizzazione delle produzioni tipiche, terreno su cui da qual che tempo la scuola diretta da Roberto Cesaraccio, è particolarmente impegnata.

tratto da lanuovasardegna.gelocal.it

Kiel: XI edizione dello European Festival of the First Novel

Sta per partire l’undicesima edizione dello European Festival of the First Novel, promosso dall’associazione Ars Baltica di Kiel, che finora ha ospitato oltre 100 scrittori, ma anche editori e traduttori, provenienti da 17 paesi diversi. Qui sotto un articolo tratto dal sito con qualche informazione. Che dire… restiamo in trepida attesa dell’inizio del Festival!!

Since 2003 new prose from ten European countries forms the heart of the European Festival of the First Novel. Ten novelists and their editors as well as other professionals of the literary world are gathering in Schleswig-Holstein/ northern Germany to discuss writing and publishing, to acquaint themselves with new novels, and maybe pave the way for translation.

The festival, which takes place at “Literaturhaus Schleswig-Holstein” in Kiel, is a combination of an expert conference on European first novels and a public reading by all participating authors. 101 writers and about 80 publishers from 17 countries have so far taken the opportunity to present current first novels. From Norway to Hungary, from Finland to Spain, participants have made their way to Schleswig-Holstein. From the start, a network for authors and publishers of future European literature has come into existence, and it is steadily growing. In fact, a considerable number of the presented first novels has meanwhile been translated into various languages.

The initiators’ original idea of strengthening the role of literature as the most prominent promoter of the actual reality of life in the diversity of European languages and cultural traditions is beginning to take shape beyond expert discourse in Schleswig-Holstein. For the reading and the discussions during the four days a brochure provides the basis which presents extracts from and synopsis of all ten novels as well as biographical and bibliographical information on the authors in German, English and French.

tratto da ars-baltica.net

Giornata internazionale della lingua madre

La position de l’UNESCO envers l’éducation multilingue est renforcée dès lors qu’il s’agit de promouvoir l’éducation à la citoyenneté mondiale. Selon l’UNESCO,  « L’éducation à la citoyenneté mondiale vise à donner aux apprenants les moyens de jouer un rôle actif à la fois aux niveaux local et mondial afin de remédier aux défis mondiaux et, finalement, de contribuer de manière proactive à la création d’un monde plus juste, pacifique, tolérant, inclusif, sûr et durable»

Les langues locales constituent la majeure partie des langues parlées sur notre planète dans le domaine scientifique. Elles sont aussi les plus menacées. L’exclusion de langues se traduit par l’exclusion de ceux qui les parlent de leur droit humain fondamental au savoir scientifique.

Irina Bokova, Directrice générale de l’ UNESCO

Pour ce faire, l’éducation multilingue a son rôle à jouer.  Dans les domaines de l’éducation et de la science, beaucoup reste encore à faire pour le développement et l’emploi d’une langue maternelle souvent locale. En outre, la connaissance d’une langue internationale est un atout pour appréhender les défis mondiaux.

La journée de la langue maternelle 2014 se propose d’examiner les questions relatives à la science en langues locales.

Des experts se pencheront sur le rôle des langues locales dans la promotion des savoirs traditionnels ou autochtones, et leur contribution à la résolution des enjeux majeurs liés à la citoyenneté mondiale.

L’ÉDUCATION DANS LA LANGUE MATERNELLE

L’UNESCO plaide en faveur d’une éducation dans la langue maternelle dès le plus jeune âge en raison de son importance en termes de création des bases solides de l’apprentissage : l’utilisation de la langue maternelle par les jeunes enfants à la maison ou dans le pré-primaire les prépare à une acquisition de l’alphabétisation sans difficultés dans leur langue maternelle et, ensuite, à ’acquisition d’une seconde langue (peut-être nationale), à un stade ultérieur de leur scolarisation.

Par éducation bilingue ou multilingue, l’UNESCO entend « l’emploi de deux langues ou plus comme vecteurs d’enseignement ». L’Organisation a adopté le terme « éducation multilingue » en 1999 pour faire référence à l’emploi d’au moins trois langues dans le milieu scolaire : la langue maternelle, une langue régionale ou nationale et une langue internationale.

L’importance de l’éducation dans la langue maternelle pendant les premières années de scolarisation est soulignée dans les constatations d’études, de recherches et de rapports, tels que le Rapport mondial de suivi sur l’Éducation pour tous publié annuellement par l’UNESCO.