Babbel: il nuovo fenomeno dell’e-learning

Il tedesco per lavoro, lo spagnolo per le vacanze, l’inglese per comunicare dovunque senza problemi. Nell’era dell’Unione europea e del mondo iperconnesso le lingue straniere sono diventate strumenti di comunicazione indispensabili per non essere tagliati fuori.
Studiare, dunque, è essenziale: ma se il modo migliore per farlo è il caro vecchio soggiorno all’estero, i corsi in classi fisiche stanno rapidamente perdendo il loro appeal a favore di sistemi web-based o, ancora meglio, app-based.
SOCIETÀ FONDATA IN GERMANIA. Basta scaricarle sul proprio cellulare per accedere a lezioni interattive, vocabolari e unità tematiche studiate ad hoc. Il successo è dato dal numero di applicazioni scaricabili dagli store dei dispositivi mobili: la più famosa è Babbel, fenomeno made in Berlin lanciato nel 2008 dall’ingegnere elettronico Markus Witte, dallo sviluppatore e consulente Thomas Holl e Lorenz Heine, che con un gruppetto di sei collaboratori hanno sviluppato la piattaforma che permette di studiare 14 lingue diverse, dall’inglese all’indonesiano.
Ecco, in estrema sintesi, come funziona.

1. Il progetto: nato nel 2007 ora conta più di 260 collaboratori

Ad avere l’idea è stato Heine, che voleva imparare lo spagnolo e si era messo alla ricerca di un programma per l’apprendimento delle lingue su Internet. Ma all’epoca non c’era niente di valido, in grado di sostituire l’apprendimento classico: dall’intuizione delle potenzialità di questo vuoto nacque nel 2007 la piattaforma Babbel, lanciata sul mercato l’anno successivo.

SEDE A BERLINO, UFFICI A NEW YORK. Sei anni dopo, l’ormai ex startup è gestita dalla società Lesson Nine GmbH con sede a Berlino, uffici a New York e più di 260 collaboratori, 160 assunti e 100 freelance da almeno 26 nazioni diverse. Negli uffici di Babbel lavorano linguisti, esperti madrelingua, autori, traduttori, product designer, programmatori di software e speaker dei materiali audio.
Il team è in continua espansione, spiega la società: ogni mese, in media, ci sono cinque new entry.

2. Gli investitori: Kizoo e Ibb in prima linea

I primi investitori sono arrivati nel 2008: Kizoo Technology Ventures e Ibb Beteiligungsgesellschaft mbh. Nel 2009 la società ha ottenuto 1 milione di euro di fondi europei di sviluppo regionale (Erdf) dall’Ue. Nel 2013 ha annunciato l’acquisizione dell’azienda americana concorrente PlaySay, con sede nel cuore della Silicon Valley californiana, a San Francisco, per penetrare nel mercato statunitense e scalzare colossi del settore come Rosetta Stone.

10 MILIONI DI FINANZIAMENTI. Nello stesso anno ha comunicato di aver ricevuto finanziamenti per 10 milioni di dollari principalmente da Reed Elsevier Ventures e Nokia Growth Partners, insieme con i già presenti Ibb Beteiligungsgesellschaft mbh e Kizoo.
L’investimento, hanno spiegato i manager della società, è servito per accelerare l‘espansione a livello internazionale e per migliorare l’adattamento a tutte le piattaforme online e mobili.

3. I corsi: 14 lingue disponibili, la novità è il russo

Con Babbel è possibile studiare la lingua scelta da computer, tablet e mobile, con app per iOS e Android, Windows Phone, Windows 8 e Kindle Fire. Complessivamente sono oltre 20 milioni i download registrati sui vari store dagli esordi, con una media di mille iscrizioni all’ora. Le lingue disponibili sono – oltre all’italiano – inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, svedese, olandese, turco, polacco, indonesiano, norvegese, danese. L’ultima arrivata è il russo, l’unica che non utilizza l’alfabeto latino. La soluzione proposta da Babbel è una tabella di traslitterazione, che introduce in maniera tematica l’intero alfabeto cirillico.

LE LEZIONI DURANO POCHI MINUTI. In Italia, la lingua più richiesta è l’inglese, seguita da tedesco, francese e spagnolo. Per tutte, sono disponibili vari livelli, così si può partire da zero o approfondire la conoscenza di una lingua già studiata. Le lezioni, sia generali sia tematiche, durano pochi minuti e includono il ripasso di vocaboli e il riconoscimento vocale per apprendere la pronuncia corretta. Babbel prende nota dell’apprendimento dell’utente: gli esercizi di ripasso vengono impostati di conseguenza e le parole studiate finiscono nel vocabolario personalizzato, collegato agli esercizi di ripasso.

4. I costi: registrazione gratuita, un anno a 59,40 euro

La registrazione è gratuita. È possibile provare la prima lezione di ogni corso, mentre bisogna acquistare un abbonamento se si vuole accedere al pacchetto completo. Il costo va dai 9,95 euro per l’abbonamento mensile ai 19,95 per la sottoscrizione trimestrale, fino ai 33,30 per il semestrale e ai 59,40 per l’annuale.

20 GIORNI PER FARSI RIMBORSARE. È prevista anche una sorta di clausola “soddisfatti o rimborsati”, valida per 20 giorni: se l’utente lo desidera, può chiedere la revoca del contratto inviando una email all’indirizzo sales@it.babbel.com.

5. Le problematiche: niente insegnante e il rischio di stufarsi

I corsi di Babbel sono strutturati in maniera tematica, offrono un vocabolario valido e l’opportunità di ripassare quanto già imparato per fissarlo nella memoria, oltre a un approfondimento sulla pronuncia. Le unità sono brevi e lo studio tramite app e web permette di studiare quando si ha tempo, senza vincolarsi agli orari fissi proposti dalle scuole tradizionali. I contro? Essere costanti richiede tanta forza di volontà, perché senza un appuntamento fisso è facile accantonare lo studio a ogni impegno imprevisto fino ad abbandonarlo del tutto.

L’ESPERIENZA FULL-IMMERSION RESTA PREFERIBILE. Inoltre, chi parte da zero potrebbe trovarsi un po’ spaesato e soffrire l’assenza di un insegnante disponibile a spiegare verbi e pronunce più e più volte. E l’app, in ogni caso, difficilmente può sostituire un’esperienza full-immersion nella lingua straniera, come può essere un corso intensivo con madrelingua o, ancora meglio, un’esperienza all’estero.

tratto da lettera43.it

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